Sarei potuta arrivare sulla luna!

Nome e cognome
Lidia Moraschi

Come ti possiamo raggiungere?
Il mio profilo facebook

Il tuo lavoro
“Tuttofare” è una qualifica?  Accademia Gualtiero Marchesi

Pendolare da
Pendolare dal 1 gennaio 2014, da Chiari (Bs) a Milano.
La tratta è di 50 minuti, compatibilmente con pit-stop vari

Pendolare è bello o brutto?
Pendolare è uno stile di vita, pertanto con i suoi alti e bassi.
È molto bello ascoltare mille storie, leggere mille volti, vivere mille avventure.
Spesso però è terribilmente pesante e il viaggio sembra non finire mai…

Viaggi solo o in compagnia? Perché?
Viaggio spesso in compagnia, dopo “qualche” viaggio sulla tratta ci si conosce un po’ tutti e ci si consola lamentandosi delle disavventure su trenord: mal comune….
Con alcuni è nata un’amicizia e ci si incontra anche fuori dalla stazione.
Il viaggio trascorre più velocemente se ci si racconta un po.

Nella mia carrozza ideale vorrei…
Pulizia e rispetto.
Sono di ritorno da un viaggio in Giappone e li più che altrove ci si rende conto di quanto i mezzi pubblici siano di chi li utilizza. Basta veramente poco…
Diciamo che anche trenord potrebbe metterci del suo: aria condizionata ne abbiamo?

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare
Progettare, programmare…

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
Leggere, ascoltare la musica e navigare in internet.
(Spesso basta anche un pisolino)

Il libro che stai leggendo
Storia proibita di una geisha

La musica che ascolti
Tim music offre un’ampia scelta sempre online: sono troppo pigra per preparmi le playlist,
Devono essere pronte quando voglio ascoltarle…

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Discreto: condividendo uno spazio ristretto come la carrozza è fondamentale rispettare gli “spazi”

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza
Nessuna mi è rimasta particolarmente impressa, storie di ogni giorno.

Il gadget da pendolare a cui non puoi rinunciare
Kindle: prima sceglievo i libri in base alle dimensioni e peso, ora non ho limiti!!!

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
Non può mancare un frutto e un dolcetto: beni di prima necessità, per la sopravvivenza!!!!

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
A causa di un guasto su un Vivalto nuovissimo siamo rimasti bloccati tra la stazione di Pioltello e Milano Lambrate per due ore.
Si susseguivano annunci senza senso sul fatto che “non riuscivano ad agganciare il treno” è noi tutti per un attimo abbiamo pensato di essere su apollo 13.
Morale: uscita di casa alle 7, arrivata in ufficio alle 12.
Sarei potuta arrivare sulla luna!

Rock, sempre e comunque

Nome e cognome
Silvia Torretta

Come ti possiamo raggiungere?
Su Twitter: @silvia_torretta

Il tuo lavoro
Lavoro per il servizio Comunicazione e marketing dell’Università Bocconi

Pendolare da
…da sempre, mi vien da dire! Ho iniziato nel 1989 con l’università, quindi sono….27 anni?!? Argh!
Pendolo sulla tratta Busto Arsizio-Milano: prima sulla linea ex FS, poi sono migrata (per disperazione vera!) sulla linea delle Nord. Ora uso prevalentemente il Malpensa Express che va in Cadorna, ci metto circa 30 minuti.

Pendolare è bello o brutto?
Mah, ormai non me lo chiedo nemmeno più, fa parte di me. Comunque in fondo direi più bello che brutto: io come utente del Malpensa Express sono una pendolare fortunata, solitamente viaggio comoda e mediamente puntuale. Certo, lo scorso anno ce la siamo vista brutta, perchè Trenord aveva soppresso la fermata di Busto del Mxp Exp : insieme a un manipolo di ardimentosi e agguerriti pendolari abbiamo costituito il Comitato Pendolari Trenord Busto Arsizio (siamo su FB e Twitter, se qualcuno ci volesse seguire) e dopo un anno di “lotta” civile ma determinata abbiamo riottenuto la nostra fermata, e anzi, ancora più treni di prima. Quindi non mi lamento. E poi lavorare a Milano mi piace, dunque va bene così.

Viaggi solo o in compagnia? Perché?
Ormai i viaggi solitari sono rari, quasi sempre incontro qualche compagno di viaggio, sia all’andata sia al ritorno. Di solito mi piace stare in compagnia, e negli anni sul treno ho conosciuto anche persone che sono diventate tra i miei migliori amici e con cui ci si frequenta anche … lontano dai binari.

Nella mia carrozza ideale vorrei…
Poco affollamento e soprattutto un rispettoso silenzio: ebbene sì, si può chiacchierare a bassa voce o sentire musica anche senza disturbare tutto il vagone, sapevatelo!

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare
Il pendolare è un essere abitudinario. La consuetudine più comune è mettersi sempre allo stesso posto lungo il binario o nello stesso vagone al ritorno, in modo da ritrovarsi con i compagni di viaggio. Ci diamo dei punti di riferimento, insomma. Ovviamente vale anche il contrario: se voglio fare il viaggio da sola in questo modo so dove NON salire

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
Nella mia borsa non manca mai, e dico proprio mai, il mio ebook, la più grande invenzione del mondo per i pendolari che come me amano leggere tomi poderosi. Chili di carta in meno da portarmi dietro, una benedizione!

Il libro che stai leggendo
Ho appena iniziato Purity di Johnatan Franzen.

La musica che ascolti
Rock, sempre e comunque! A volta indispensabile per sovrastare il vociare di vicini particolarmente molesti.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Come ho già detto, ho la fortuna di avere un bel gruppo di amici pendolari che sono ottimi compagni di viaggio. Evito accuratamente le persone troppo rumorose, mi infastidiscono molto.

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza
Una sera è salito un gruppetto di ragazze diretto a Malpensa. Una di loro aveva gli occhi bendati! E’ rimasta così tutto il viaggio: faceva domande per capire dove la stessero portando ma le amiche ridevano e non le rispondevano. Dopo un po’ si è capito dai loro discorsi che era un addio al nubilato e che le avevano organizzato un weekend insieme ma senza dirle dove l’avrebbero portata. Prima di scendere abbiamo chiesto sottovoce a una di loro dove fossero dirette perchè ormai eravamo tutti incuriositi. Andavano a Berlino. Un bel regalo

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
Schiscetta no, non ho tempo di prepararla e non mi piace viaggiare in treno con ulteriori borse al seguito: me le dimentico di sicuro (come gli ombrelli).

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
Svariati, soprattutto sulla linea delle ex Fs (attuale S5). Ricordo in particolare una volta in cui aveva nevicato…ad aprile! Treni in tilt dappertutto, una débacle colossale, ritardi imprecisati. Alla fine a Busto ci sono arrivata, ma quel giorno ero andata in stazione in bicicletta: tornare a casa nella bufera è stato come fare il tappone dolomitico al giro d’Italia!

Per fortuna ritardano

Nome e cognome
Pendolante alias Katia Mazzoni

Come ti possiamo raggiungere?
pendolante.wordpress.com

Il tuo lavoro
Pendolare di professione, bibliotecaria per passione.

Pendolare da
Pendolo dal 14 dicembre 2004 sulla tratta Modena-Reggio Emilia. Per fare solo 43 km mi accontento di un’ora e tre mezzi di trasporto: auto, treno, bici (ma se piove mi stipo su autobus di linea).

Pendolare è bello o brutto?
Pendolare è bello, ma solo se riesci a farne uno stile di vita, se accetti di piegarti al pendolarismo, se ti ci adatti. In caso contrario diventa un inferno.

Perché?
Il tempo del pendolarismo è tempo dedicato a sé stessi. Si può mettere a frutto per leggere, pensare, organizzare, dormire o semplicemente guardare fuori dal finestrino. Poi c’è lo sguardo sugli altri, l’osservazione di questo micro mondo che è il treno e la stazione: un Bignami della società in cui viviamo.

Viaggi solo o in compagnia? Perché?
Viaggio sola, in compagnia dei soliti visi pendolari. Ci riconosciamo, ci scambiamo cortesie, ma non fraternizziamo. Ognuno si impegna solo ad occupare come vuole quei venti minuti in carrozza di viaggio quotidiano.

Nella mia carrozza ideale vorrei…
Riscaldamento/condizionamento funzionante sarebbe un buon inizio. Non pretendo raffinati cultori della buona educazione, ma un sufficiente livello di igiene personale sarebbe gradito. Del resto l’umanità è bella perché varia.

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare
Un libro e il tablet per prendere appunti e scattare fotografie agli altri pendolari, soprattutto lettori, ma non solo. Le immagini poi, modificate per rispetto della privacy, mi servono come corredo alle storie vere e alle vite inventate che pubblico sul mio blog.

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
Annoiarsi? In venti minuti di viaggio il tempo non mi basta per fare tutto quello che vorrei. Per fortuna ci sono i ritardi…

Il libro che stai leggendo
Tre uomini in barca (per tacer del cane), di Jerome K. Jerome, è nella borsa da treno, pronto per essere iniziato lunedì.

La musica che ascolti
Di solito in treno ascolto la suonerei dei cellulari degli altri viaggiatori o le loro conversazioni telefoniche, ma ne farei a meno.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Giusto questa settimana un bellissimo Labrador mi si è accucciato su una scarpa. Silenzioso, pulito, inodore, persino affettuoso ma non in modo invadente…

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza
Un donna che piangendo silenziosamente parlava al figlio forse seienne, tentando di fargli capire il motivo per cui non poteva portarlo da qualche parte. Lui, lo sguardo fisso al finestrino per tutto il viaggio, non l’ha degnata di una risposta.
Ma anche una coppia nascosta in un gruppo di colleghi che nella ciarliera allegria mattutina si sfiorava, lanciandosi sguardi eloquenti, sperando di passare inosservati.

Il gadget da pendolare a cui non puoi rinunciare
La mia borsa del pendolare. Ci sta l’ombrello, il libro, il pranzo, gli occhiali, varie ed eventuali. C’è stato persino un salame

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
“Schiscetta” è bello! Non è parola emiliana e non la conoscevo, ma mi piace. Schiscetta sì, assolutamente! Faccio orario continuato e mangio davanti al PC quindi mi preparo tutto a casa e scaldo col microonde che teniamo nel nostro loculo/cucina.

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
I treni cancellati sono il massimo del ritardo e la grande nevicata del 2012 ne ha soppressi molti. Ferma sulla tratta invece, in aperta campagna, ci ho passato 40 minuti di un giorno qualunque di alcuni anni fa… ancora non so cosa fosse successo.

pendolare su trenor da 27 anni, Simona Parini

Il tempo per me

Nome e cognome
Simona Parini

Come ti possiamo raggiungere?
Profilo Facebook

Il tuo lavoro
Giornalista free lance

Pendolare da
Da 27 anni (Mio Dio!), alternando 2 tratte: Tradate Milano/; Busto Arsizio/Milano, sempre con Trenord e sempre per 40 minuti

Pendolare è bello o brutto?
Eh… come direbbe Andreotti “dipende”.

Perché?
Bello perché il viaggio diventa un momento tutto per sé, da spendere leggendo, scrivendo o, semplicemente, pensando senza avvertire la sensazione di stare perdendo del tempo. Brutto perché ritardi e scioperi diventano una fonte di stress incredibile. Secondo me Trenord ha strani poteri: sa quando ho appuntamenti importanti e non rimandabili e proprio in quelle giornate ci piazza gli scioperi e i mega ritardi.

Viaggi solo o in compagnia? Perché?
Da sola. Non sono un’asociale ma trascorro le mie giornate parlando e vivendo di comunicazione. Una pausa di silenzio mi fa bene, mi fa riordinare le idee o, semplicemente, stare con me stessa.

Nella mia carrozza ideale vorrei…
Mi accontento di temperature umane e spazio ma mi sa che non mi accontento di poco…

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare
Il cafferino nel bar della stazione di Cadorna dove la sciura mi prepara il caffè proprio come piace a me. È una piccola coccola che mi fa iniziare bene la giornata.

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
In realtà non ho trucchi segreti perché non mi annoio mai. Però mi piace osservare le persone che viaggiano con me e “giocare” a indovinare le loro vite in base a dettagli quali il libro che stanno leggendo, le telefonate che fanno… Insomma, mi faccio gli affari degli altri, lo ammetto.

Il libro che stai leggendo
“Aria sottile”, un saggio che racconta una tragica scalata dell’Everest.

La musica che ascolti
Per gli spostamenti in treno ho creato una playlist in cui ho alternato pezzi energizzanti ad altri rilassanti. Seleziono i pezzi a seconda dell’umore.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Quello che non ascolta la musica a palla e non usa il telefonino con la funzione megafono;-)

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza
Quella di un ragazzo, uno studente universitario, che raccontava agli amici di essere stato sedotto dalla vicina di casa quarantenne con la classica scusa del “Ho finito lo zucchero, me ne lo presteresti?”. Mi faceva ridere la descrizione della quarantenne in questione… “Ragazzi, le quarantenni sono tutte disinibite…”. Il tipo era talmente preso dal suo racconto da non accorgersi che anch’io che ero seduta quasi di fronte a lui ero in quella fascia di età.

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
No, mai. Non mi piace mangiare in ufficio/redazione. La pausa pranzo è anche un’occasione per scoprire locali nuovi.

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
La volta in cui dovevo prendere il treno da Milano Centrale per Roma, dove avevo un appuntamento importante. Il mega ritardo di Trenord mi ha fatto perdere la coincidenza nonostante, come sempre, mi fossi mossa con largo anticipo. Sono arrivata a Milano 2 ore dopo essere partita da Busto. Mi veniva da piangere. Anzi, secondo me ho proprio pianto! Solo un pendolare può capirmi.

Dove vai, se lo zaino non ce l’hai?

Uno #pendolaritool davvero indispensabile è l’inseparabile zainetto.

Un tempo quasi esclusiva maschile, oggi è sempre di più apprezzato anche tra le pendolarigirls, che spesso lo preferiscono per evitare cervicali&affini. Ecco i più nuovi, tra cui scegliere il proprio oggetto del desiderio.

Gli zainetti che spopolano tra gli hipster milanesi sono il must per tutti i pendolari cool. Versioni da femmina e da maschio, potrete scegliere il vostro preferito a seconda dell’umore. Facciamo nero???

E allora vi serve quello rigido e ben strutturato di Moleskine, con la base rigida che lo mantiene in posizione verticale anche quando è appoggiato a terra e protegge da pioggia e umidità. Condizione indispensabile per quando ci si trova in piedi, compressi tra i sedili. All’esterno ci sono due tasche laterali per gli oggetti da tenere a portata di mano, tipo l’indispensabile abbonamento.

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Rigorosamente milanesi e molto à la page anche le creazioni di Pijama, brand nato nel 2006 che da allora ha colorato zaini, portapc (anzi, prevalentemente mac, per affinità di stile), portasmartphone. Forme e dimensioni esattamente come le volete voi, data la grande varietà di modelli, e decori sempre up-to-date. Per la MDW 2016 hanno presentato con Papier Tigre http://www.papiertigre.fr/en/ anche una pochette ed un notebook che riprendono il disegno di una foglia stilizzata che si ripete in diversi colori creando una sorta di camouflage moderno e geometrico. Il notebook è realizzato in carta riciclata, mentre la pochette è in cotone e neoprene.

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Se siete invece più affini al mood gipsy, ecco quelli di Herschel Supply in tessuto e pelle, sempre molto colorati e sempre terribilmente alla moda. Creati da due fratelli di Vancouver, che hanno dato ai loro prodotti il nome della città dove la loro famiglia vive da tre generazioni, sono il ‘mai più senza’ di tutti i nomadi metropolitani. Indossarli e sentirsi un po’ boscaioli canadesi è un attimo. Da abbinare rigorosamente a camicia a scacchi, o – in contrasto – a camicia azzurra coi gemelli.