#disagiointreno – Carla, e basta

Alle cinque esco e c’è il sole, fa caldo, è una giornata bellissima.

Vado in stazione. Treno in orario. Perfetto.

Ma, quando salgo, sul treno c’è CARLA.

Carla è una bambina che avrà al massimo cinque anni, ed è così carina, con quei capelli tagliati a scodella. Scoprirò ben presto che dietro quelle fattezze si nasconde in realtà uno gnomo sotto cocaina.
Carla non parla tranquillamente, ma elabora solo frasi lunghissime fatte diparoletutteattaccate che pronuncia in apnea. E’ una mitragliatrice. Ma soprattutto parla a volume ALTISSIMO. La madre chiaramente non sa più che pesci pigliare. Carla sta svegliando tutto il vagone.
“Carla, devi stare zitta. Non vedi che stai disturbando tutti?!” *intanto la gnoma mi tira dei calcetti ritmici alle ginocchia.
“Stai ferma. CARLA STAI FERMA”
Carla ovviamente continua e ora canta. Per dieci minuti canta TRALLALERO TRALLALLA’, non pensavo nemmeno esistessero più bambini che usano questo tipo di parole, in ogni caso è la cosa più fastidiosa mai sentita. Va avanti su un solo tono, tipo la canzone mononota di Elio.
“CARLA se non la smetti stasera vai a letto alle otto. Se non la smetti non vai in gita. Se non la smetti prendo in ostaggio il tuo pupazzo di Peppa Pig”
Carla continua imperterrita.
“CARLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”
A questo punto Carla si spaventa e comincia a piangere, mugugnando che lei voleva cantare, che lei voleva ballare, che lei che lei che lei….
Io ormai ho la mente annebbiata. Volevo dormire, sono solo più rintronata di prima. Scendo.
La mamma di Carla mi guarda con la faccia disperata di chi deve sorbirsi ancora otto fermate con sta bambina che non starà zitta mai. Buona serata anche a te, zia.

Sono Fraps e tutti i giorni viaggio su e giù con il passante S5. Il treno è fonte di ispirazione per i miei post ironici e spesso taglienti, perchè mi piace guardare la gente e fantasticarci su in modo anche un po’ spietato. Credo di essere una scrittrice mancata e mi piacerebbe un giorno raccogliere i miei raccontini in un libro.

Involtini di bresaola e formaggio di capra con rucola

Ingredienti e dosi per 4 persone:
bresaola g 120 (12 fette)
formaggio di capra (caprino) g 160
sale fino
erbe aromatiche tritate (erba cipollina, prezzemolo, timo, finocchietto, lavanda, aneto)
rucola o insalata mista 1 mazzetto
olio extra vergine d’oliva ml 80
sale fino, pepe nero
aceto balsamico qualche goccia

Procedimento:
Pulire, lavare ed asciugare la rucola e le erbe aromatiche.
Spezzettare le erbe aromatiche.
Condire il formaggio con poco sale, pepe nero, poco olio ed erbe aromatiche.
Spalmare la crema di formaggio sulle fette di bresaola e arrotolare.
Disporre la rucola su 4 piatti piani freddi.
Unire qualche fogliolina di erba aromatica.
Adagiare sull’insalata gli involtini di bresaola e formaggio.
Condire con aceto balsamico, olio extravergine, pepe nero ed erbe aromatiche.
Servire.

Origine: Cucina regionale
Tempo di esecuzione: 20 minuti
Stagionalità: primavera

Le ricette che vi proponiamo in questa rubrica sono a cura di unaricettalgiorno

Parlare di libri e di cibo

Nome e cognome:
Fabio il Lettore Pendolare

Come ti possiamo raggiungere?
Per parlare di libri:
Blog www.librinviaggio.com
Facebook
E, da pochissimo, per parlare di cibo:
Blog: www.stagioninelpiatto.com
Facebook

Il tuo lavoro
Mi occupo di marketing online, controllo il traffico dei siti web e le campagne pubblicitarie relative

Pendolare da
Pendolare dal 2003, quando ho cominciato l’università. Faccio la tratta Varese-Milano per circa un’ora al giorno

Pendolare è bello o brutto?
Entrambe le cose si può dire?

Perché?
Bello, perché il treno è il mezzo di trasporto con più fascino, permette di vedere gente e di occupare il tempo di viaggio in altre faccende. Brutto, perché spesso il servizio è quello che è tra ritardi e viaggi in condizioni che chiamar disagiate è fare un complimento.

Viaggi solo o in compagnia? Perché?
Ho viaggiato sia solo che in compagnia: fino a qualche tempo fa un mio collega viaggiava con me, poi i lavori cambiano e ora sono in compagnia dei libri.

Nella mia carrozza ideale vorrei…
Riuscire a sedermi? Anzi, alle volte persino riuscire a respirare. Scherzi a parte, da lettore, qualche libro a disposizione dei passeggeri sarebbe un’idea carina.

La tua abitudine tipicamente da pendolare a cui non puoi rinunciare
Leggere e, lo ammetto, sbirciare gli altri pendolari. Alcuni li vedi così spesso che ti sembra di conoscerli.

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
Fortunatamente la mia tratta non è così lunga da rischiare di annoiarmi, ma un libro o al massimo quattro chiacchiere aiutano sempre.

Il libro che stai leggendo
“Signor Malaussène” di Daniel Pennac e lo leggo praticamente solo in treno.

La musica che ascolti
Vario, non ho una musica preferita, ma passo tranquillamente da Sia ai Cranberries agli Skunk Anansie a Enya: insomma (quasi) di tutto un po’. Però non la ascolto mai in treno.

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Una persona socievole con cui è bello scambiare qualche parola anche quando sei ancora mezzo addormentato.

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza:
questa la passo, non saprei…

Il gadget da pendolare a cui non puoi rinunciare:
questa la passo, non saprei…

Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
Schiscetta sì: quello che riesco a preparare la sera prima, dalla pasta, all’insalata…alla parmigiana!

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
Uno solo?! Beh, diciamo che il peggio è stato il mega caos di due o tre anni fa, a dicembre, quando Trenord ha cambiato il proprio sistema informatico che però non funzionava granché mandando così in tilt i turni e le ferie. Ho dovuto prendere la macchina e la metropolitana per quasi un mese e mezzo, ovviamente dopo aver pagato un abbonamento.

Pane, burro e alici

Ammolla 100 g di mollica di pane con 500 ml di brodo e 100 di latte; frulla al mixer e condisci con poco sale e pepe.

Taglia a briciole piccole la crosta e rosola in padella con un filo d’olio e d’aglio per pochi secondi.

Sgocciola 12 filetti di alici sott’olio del Cantrabico.

Pulisci a vivo un piccolo limone biologico e riduci la polpa a cubetti

Rosola 40 g di burro a fuoco vivace sino a renderlo di color appena ambrato.

Versa la crema di pane tiepida in 4 piatti fondi; tre filetti di alice adagiati a triangolo; al centro il burro caldo e intorno briciole di pane e cubetti di limone.

Le ricette che vi proponiamo in questa rubrica sono a cura di unaricettalgiorno

Mandarin 02

A me mi piace!

Quando si dice cinese, soprattutto a Milano, si rischia troppo spesso di finire in un luogo inospitale, magari un po’ sporchino e con piatti con dosi di glutammato oltre i livelli accettabili.

Quando se ne trova uno buono, è il caso di tenersi stretto l’indirizzo.

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Ma se non lo condividessimo con voi che amiche saremmo?
Eccoci allora a testare e approvare (per l’ennesima volta!) il Mandarin 2, coi suoi deliziosi antipasti fritti e croccanti, con il suo mitico pollo cime di rapa e zenzero, e con quel mood industriale cinese curatissimo…

I camerieri e proprietari, come dice la nostra amica Caterina, ‘parlano milanese meglio di me’, data la prolungata presenza in città che li ha resi a tutti gli effetti milanesi DOC, ma con il ricordo vivissimo, nel piatto, di una delle cucine migliori al mondo.

Che loro rispettano, reinterpretano e offrono con cortesia, pronti a riscattare decenni di maltrattamenti gastronomici.

Ristorante Mandarin 2
Via Benvenuto Garofalo, 22a
Tel 02 266 4147

Gli indirizzi milanesi di questa rubrica sono a cura di Milanosecrets

#disagiointreno – Il Limbo

“Io credo che, se l’inferno fosse un posto fisico e reale, sarebbe il passante S5 di Trenord”
Francesca Pastori

Quasi alle sette, infine, sono arrivata alla mia abitazione. La fine della giornata lavorativa non è sancita dalla timbratura dell’uscita: ormai so che, prima di potermi considerare davvero a casa, devo passare attraverso il Limbo, cioè l’orrendo e malefico passante. La sensazione che qualcosa di tragico stia per accadere è già viva. A Repubblica c’è troppa gente e qualcuno arranca sulle scale cercando una via di fuga a Garibaldi superficie. Non ce la posso fare, voglio essere zen. Scendo le scale e guardo il monitor: 25 minuti di ritardo. So già che in questo modo si accumulerà un’orda di barbari che salirà sul treno insieme a tutti quelli che aspettano il passante delle 18.00. Non sono più zen. Mi siedo sconsolata, avviso Madre che anche stasera non so quando arriverò e aspetto. Il treno arriva e mi sento in The Walking Dead. Ondeggiando e trascinando i piedi che inciampano su quelli altrui, salgo. Ti coglie subito quell’odore caratteristico di 200 persone pressate nel corridoio: l’eau d’ascel. Voglio piangere. Intorno a me un’idiota decide di raccontare al fidanzato la sua giornata mimandola. Mi tira gomitate per tutto il viaggio. Dietro a me un ragazzino basso ripassa matematica sul suo quadernone, ma verrà presto schiacciato contro la parete come Fuller nella scena della cucina in Mamma ho perso l’aereo. Suona il telefono: non riesco nemmeno a infilare la mano nella borsa. Ormai la tragedia è compiuta. Non scende nessuno, anzi il treno resta pieno fino a Parabiago, e io scendo una fermata dopo. Ormai alla fase fame d’aria, dopo l’ultimo tratto a passo d’uomo perché, si sa, anche Parabiago merita di essere ammirata nel suo splendore, arrivo a destinazione. Maledico il treno e scendo. Schivo una cacca. Anche oggi è finita.

 

Sono Fraps e tutti i giorni viaggio su e giù con il passante S5. Il treno è fonte di ispirazione per i miei post ironici e spesso taglienti, perchè mi piace guardare la gente e fantasticarci su in modo anche un po’ spietato. Credo di essere una scrittrice mancata e mi piacerebbe un giorno raccogliere i miei raccontini in un libro.

Aspettando il treno

Nome
larobi

Come ti possiamo raggiungere?
mail: larobysap@gmail.com
blog : lechategoiste.blogspot.com
instagram
facebook: “roberta sapino” oppure la pagina del mio blog : le chat egoiste

Il tuo lavoro
illustratrice, grafica ma pasticciera/panettiera inside

Pendolare da
il mio pendolarismo è stato per un lasso di tempo breve ed è coinciso con un progetto di lavoro iniziato e terminato. E’ durato 6 mesi circa. La mia tratta era di circa 50 km e durava 30-40 minuti in treno , più una ventina di minuti tra metro e camminata.

Pendolare è bello o brutto?
Per la mia breve esperienza, fare la pendolare è stato …bello. Ero fortunata perché non avevo orari assurdi e lavoravo in una zona centrale e bellissima di Milano : via Brera. E’ stata per me un’esperienza interessante, ricca e affascinante. Anche prendere il treno, usare i mezzi (metropolitana) non mi ha mai (qui mai) generato stress…qualche ritardo, è fisiologico e l’ho sempre “assorbito” senza drammi.

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Viaggi solo o in compagnia?
Viaggiavo spesso in compagnia : ex colleghi, ex compagni di scuola, amici, ritrovati,  con cui dividevo il breve tempo del viaggio  . Al ritorno mi capitava più spesso di essere da sola e allora la lettura di libri diventava la mia compagnia. Adoro leggere e il tempo del viaggio si era rivelato un piacevole stacco dal mondo immersa tra le pagine .

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Nella mia carrozza ideale vorrei…
Nella mia carrozza ideale potrei accontentarmi di riscaldamento e aria condizionata regolati come si deve !

Il tuo trucco segreto per non annoiarti troppo
In treno non mi annoio mai perché , se non chiacchiero, adoro guardare fuori dal finestrino! Mi perdo completamente!

La musica che ascolti
Non ascolto musica perché a volte è simpatico ascoltare gli sconosciuti vicini, sentendosi partecipi delle loro storie , a volte assurde!

Il tuo compagno di treno preferito/ideale
Il mio compagno ideale di viaggio? Bè sicuramente quando mi mettevo d’accordo con un’amica che non vedevo da un po’ , per viaggiare insieme e aggiornarci sulle ultime news: quando era capitato avevamo rischiato , più di una volta, di non scendere alla stazione giusta , prese dai nostri discorsi.

La storia più bella/brutta che hai ascoltato in carrozza
Di storie ne ho sentite tante e nessuna particolarmente originale…diciamo che si sente un po’ di tutto: dalla telefonata all’amante, dalle litigate , alle discussioni di lavoro, alle telefonate romantiche . E’ un mondo particolare che solo chi viaggia comprende. Ma non solo. La quotidianità fa si che spesso, perfetti sconosciuti, diventino comunque parte integrante delle nostre vite, e ci interessiamo a loro inconsapevolmente . Magari notiamo come si vestono, se sono arrabbiate o particolarmente felici e ci chiediamo perché . Fantastichiamo sulle loro vite, su quello che fanno. Insomma si respira un’atmosfera, a volte, come se ci si trovasse in un film in cui gli attori sono intorno a noi.

Il gadget da pendolare a cui non puoi rinunciare
Il gadget da pendolare a cui non potrei rinunciare? mah, non saprei forse lo zaino, oltre ad una borsa capiente. Viaggiavo sempre con le scarpe da running che cambiavo non appena arrivavo in ufficio. Quindi dentro allo zaino avevo scarpe, beauty, emergenza pronto soccorso, libro o kindle, ombrellino pieghevole, cappellino anti pioggia, iPad, vari carica batteria, bottiglietta d’acqua…insomma una vera e propria valigia più che gadget!

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Schiscetta sì o no? E cosa, eventualmente?
Schiscetta : a volte si. Mi preparavo la sera prima frutta, yogurt, un toast e…sistematicamente poi uscivo a pranzo con i colleghi quindi ho smesso di farla. Però avevo sempre una confezione di frutta secca e disidratata e del cioccolato (di cui sono golosa) per piluccare magari al ritorno, se il pranzo era stato troppo frugale (capitava, a volte, di saltare e di bere solo un caffè)

Il ritardo ‘epico’ vissuto nella tua vita da pendolare
Più che ritardo epico nella mia vita da pendolare , ricordo tanti piccoli ritardi quotidiani di poco conto ( e senza motivo , secondo me) che a volte mi costringevano a corse assurde .

In linea di massima la mia esperienza da pendolare è stata positiva tanto che confesso , a volte mi manca. Certo non è facile conciliare la vita con i ritmi del lavoro più il viaggio. D’inverno si esce alla mattina presto che è buio e si arriva alla sera tardi che è buio. Però si impara a gestirsi in modo nuovo. All’inizio io mi organizzavo per fare le mie commissioni nel weekend , poi ho imparato a muovermi nella zona in cui lavoravo. Ripeto che mi considero però una privilegiata per la possibilità che avevo di gestirmi al meglio gli orari e per la location lavorativa assolutamente fantastica.

Pizzanegra

Viva Espana (ma non solo!)

Il mix che si intuisce già dal nome è presagio di una serata ben riuscita: qui c’è una pizza al trancio che ben si accompagna a pregiati salumi iberici, pronti ad accontentare palati raffinati.

E nella via più ricca di movida e di locali, dove normalmente il beverone alcolico si mixa malamente a buffet di dubbia provenienza, è un piacere trovare rifugio in un locale ben disegnato, dai colori vivaci e con seggioline che starebbero benissimo anche a casa nostra.
Una volta seduti, basta lasciarsi sedurre da differenti sapori, passando senza soluzione di continuità da patanegra a acciughe del Cantabrico, delizioso complemento del triangolo di pizza alta e goduriosa, unta al punto giusto e ben condita da mozzarella filante.

Il servizio è informale, i vini sono sardi come i proprietari, e la vista sull’arco della Pace all’uscita vi regala uno dei più affascinanti panorami della città.

Vale!

Pizzanegra
Corso Sempione, 5
Milano
Tel 02 33602420